
L’ordine del giorno è stato approvato con 21 voti a favore (Pd, Idv, Prc-Pdci) e 5 contrari (Pdl, Udc). Il documento ricorda che le disposizioni anti-mafia attualmente in vigore escludono espressamente la possibilità di vendita dei beni dei mafiosi, prevedendone “l’esclusivo utilizzo a fini sociali direttamente da parte dello Stato o di soggetti del Terzo settore”; e che, se diventasse possibile la vendita, questa trasformazione all’insegna “di legalità e giustizia” diventerebbe “fonte di assoluta incertezza”, mentre diventerebbe concreto il rischio di vedere i beni sequestrati riacquistati dalla mafia. Per questi motivi l’ordine del giorno “condivide la richiesta dell’associazione Libera, di Avviso pubblico e dei familiari delle vittime delle mafie” e chiede al Parlamento “di ritirare l’emendamento” e di istituire, al contempo, “l’agenzia per i beni confiscati”.

