
Ai familiari della giovane, che si erano costituiti parte civile tramite gli avvocati Marco Riponi e Massimo Leone, sono state confermate le provvisionali immediatamente esecutive: 120.000 euro al marito e 130.000 euro al padre.
Assoluzione confermata per gli altri due medici che erano finiti a processo perchè non avevano seguito la paziente per lungo tempo come invece aveva fatto G.S.. I medici erano accusati di non essersi resi conto di trovarsi in presenza di una conclamata ”Helpp Syndrome” che andava affrontata con terapia intensiva limitandosi a prescrivere alla paziente un farmaco contro la pressione alta. Già durante il travaglio la donna cominciò ad avvertire i sintomi indicativi di una possibile gestosi, ma nessuno dei tre medici pensò – sempre secondo l’accusa – di sottoporla ai necessari accertamenti. Il ricovero venne deciso – secondo l’accusa – con notevole ritardo causando così ”l’aggravarsi della gestosi sino alla irreversibile emorragia cerebrale e al conseguente decesso della paziente”.

