
E’ la proposta lanciata oggi a Bologna dal presidente della Regione Vasco Errani, concludendo i lavori del convegno “Agricoltura e sviluppo rurale in Emilia-Romagna: riformare per competere”. Il convegno è stato l’occasione per fare un bilancio delle iniziative realizzate in questa legislatura, ma anche un’occasione per confrontarsi sugli obiettivi e le prospettive dei prossimi anni, in un quadro caratterizzato da una grave e perdurante crisi dei prezzi al’origine, ma anche dalle nuove sfide legate all’accresciuta concorrenza internazionale e alla riforma della PAC del 2013.
Un Programma di sviluppo rurale che stanzia oltre 1 miliardo di euro di risorse pubbliche in sette anni e che nelle scorse settimane ha visto 122 milioni di euro di risorse aggiuntive destinate ad alcuni settori in crisi come quello lattiero-caseario; un forte sostegno al credito, con un aumento del 76% nel 2009 e nel 2010 delle risorse destinate ai Consorzi di garanzia agricoli; sostegno alla ricerca, all’innovazione e alla formazione professionale; nuove iniziative per la promozione dei prodotti tipici e di qualità anche sui mercati internazionali; tutela dell’ambiente e sostegno delle aree montane. Sono alcuni dei punti al centro dell’azione regionale di questi anni.
“Ma accanto a tutto questo – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni – c’è bisogno di un grande salto di qualità nell’organizzazione, ancora troppo frammentata, dell’offerta agricola. E’ questa la condizione di fondo necessaria per ridare valore e competitività alla nostra agricoltura. La Regione è pronta a fare la sua parte, sia per rilanciare gli strumenti tradizionali dell’economia agricola organizzata, quali quelli cooperativi, sia per sostenerne di nuovi. Penso alla rete dei Consorzi agrari che può diventare un nuovo e importante canale di agricoltura associata o agli accordi quadro, quale quello, rinnovato di recente, promosso dalla Regione, con la Barilla per la fornitura di grano duro di alta qualità. Sono traguardi possibili su cui tutti insieme possiamo aprire un cantiere comune.”

