
“La ragazza marocchina di 18 anni, residente in provincia di Modena, perseguitata dal padre musulmano per aver scelto uno stile di vita “troppo occidentale”, è l’ennesima vittima del fondamentalismo islamico. Siamo vicini alla giovane che ha avuto il coraggio e la forza di ribellarsi alla condizione di oppressione imposta dal padre, dettata da precetti religiosi e morali incompatibili con i principi della nostra Costituzione. Il suo è un esempio per le tante donne musulmane che anche in provincia di Modena, vivono in condizione di schiavitù e di sottomissione. Occorre comprendere la gravità e l’estensione del fenomeno per intervenire con efficacia, ma soprattutto con fermezza contro gli autori delle violenze, per garantire dignità e libertà alle vittime”.

