
“L’escamotage cercato in questa occasione – ha rincarato Aimi – è quello di attaccarsi ai costi di gestione. Per i compagni del sindacato, dopo aver distribuito col ventilatore spara-sentenze critiche e accuse di ogni ordine e grado, tutte puntualmente smontate, retribuire con contratti a tempo indeterminato i lavoratori e garantire un elevato standard alberghiero agli “ospiti”, evidentemente è un problema. E ciò stupisce non poco. Proprio loro – ha sottolineato l’esponente del partito di Berlusconi – strenui difensori del mondo dei lavoratori e fieri paladini dell’immigrazione ad oltranza e a braccia spalancate, strillano contro i costi di gestione destinati a garantire stipendi ai lavoratori e un buon alloggio agli extracomunitari in via di espulsione? Incredibile! Probabilmente gli eredi del “cinese” hanno perso per strada il senso del ridicolo. A nostro avviso, si tratta invece di un chiaro ed ennesimo, quanto stonato, tentativo di attaccare quello che i compagni indicano come ‘lager’, ma che a discapito dei loro fallimenti in tema di politiche sull’immigrazione continua a funzionare e a dare buoni risultati nella lotta contro la clandestinità.
A chi lamenta la carenza di attività ricreative o di socializzazione per gli stranieri trattenuti, continuiamo a ribadire che il CIE non è né un albergo a cinque stelle, né tanto meno un luogo in cui sviluppare attività ludico ricreative. La sua funzione è quella di identificare ed espellere gli stranieri clandestini nel minor tempo possibile e non certamente quella di trattenerli a spese della collettività. Sappiano, però, che tutte queste attività “fondamentali”, compresa un’assistenza sanitaria di prim’ordine, sono assolutamente garantite. Quindi – ha concluso Aimi – rispediamo al mittente questo j’accuse clamorosamente fuori luogo. Se poi vorranno continuare nella loro disperata ricerca di appigli per criticare, facciano pure. D’altra parte, anche i cercatori d’oro d’un tempo, passavano anni sulle rive del Rio Grande alla disperata ricerca di un granellino dorato. Il più delle volte, però, raccoglievano solo granellini di sabbia”.

