
Il progetto viene proposto quest’anno per la prima volta, con il concreto sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. «L’idea», scrive l’associazione modenese, «è di promuoverlo e realizzarlo anche nei prossimi anni. Per questi motivi c’è bisogno di un reale sostegno da parte di enti, associazioni, istituzioni e mondo bancario. Migliorare la vita di questi bambini è un dovere di tutti».
Il diabete di tipo I è una delle patologie croniche più frequenti e in continuo aumento nell’infanzia e nell’adolescenza. E gli aspetti di natura psicologica non sono affatto secondari nel trattamento di questo diabete: il vissuto emotivo incide sulla qualità di vita del bambino, intacca la capacità di autogestione della malattia e mette a dura prova le relazioni familiari ed extrafamiliari.
Il progetto, coordinato dalla dottoressa Fabiana Zani, a sua volta coadiuvata da un’equipe di pediatri e psicologi, ha lo scopo di favorire il benessere e migliorare la qualità della vita del bambino-adolescente, aiutandolo a mettere in atto risorse psicologiche adeguate a fronteggiare le difficoltà della malattia. In particolare, attraverso gli incontri di gruppo, gli obiettivi sono quelli di diminuire i livelli di frustrazione che la malattia provoca; aiutare il paziente nella gestione di ansie, paure e angosce; favorire la comunicazione “diretta” al fine di ridurre il rischio che il diabete possa diventare motivo di disagio e isolamento sociale.
I gruppi educativi, composti da bambini e adolescenti differenziati in base all’età, si riuniranno mensilmente e ciascun incontro avrà la durata di due ore circa.
Per info tel. 3408306757, e-mail, Associazione Giovani Diabetici Modena.
Il profilo dell’Associazione Giovani Diabetici di Modena (Agdm)
Nata nel 2008, l’associazione ha sede a Modena, in via Canalino 45. L’obiettivo primario è ottenere una sempre migliore assistenza sanitaria e favorire la diffusione di informazioni corrette che consentano ai giovani diabetici di avere un percorso di crescita uguale a tutti gli altri.
Agdm si occupa anche di numerose attività secondarie come la promozione e lo sviluppo di iniziative per assicurare adeguati mezzi di assistenza ai giovani e alle loro famiglie; il pieno inserimento dei ragazzi con diabete nelle attività scolastiche, sportive e lavorative; la promozione della ricerca scientifica e l’agevolazione della formazione di personale medico e paramedico, scolastico e sportivo; la diffusione delle informazioni sulla prevenzione e cura del diabete.

