
Giù le mani dalla sanità modenese: non lasceremo che il degrado della politica infanghi un servizio sanitario che è un vanto per tutto il paese. Proprio in questi giorni, il centrodestra sta ridicolizzando il Paese nel mondo con un decreto che interviene sulle regole in corsa: segnano in fuorigioco ed anziché annullare la rete annullano la regola del fuorigioco! Da noi non si fa così: un’altra Italia non solo è possibile ma già esiste, ed è bene rappresentata anche dalla sanità emiliano-romagnola.
Il nostro sistema sanitario, per il quale investiamo ogni anno un miliardo e 300 milioni di euro solo per Modena, è il migliore in Italia, come da anni riconoscono le statistiche del settore, e come correttamente ha ricordato anche il Ministro Fazio un paio di settimane fa a Parma. L’aumento del finanziamento del Fondo sanitario regionale per Modena per il 2009 è, quindi, un riconoscimento conseguente alla crescita della popolazione e, quindi, della conseguente necessità di maggiori servizi. Altro che sprechi. La Regione ha accompagnato la fase di avvio della nuova rete ospedaliera modenese (come Baggiovara, il Policlinico di Modena, l’Ospedale di Sassuolo e tutto il sistema a rete della assistenza sanitaria, dall’area Nord alla montagna), con trasferimenti aggiuntivi e straordinari, per dare una sanità ad alto livello in tutta la provincia. Proprio quel sistema a rete che alcuni giorni fa ha salvato uno sciatore dall’infarto sul Monte Cimone.
Siamo nel momento del massimo sforzo e del massimo investimento, secondo la logica di responsabilità che è quella che ci appartiene. Del resto, il paragone con Forlì è destituito di ogni fondamento. Qui stiamo parlando di 40 milioni di euro aggiuntivi a fronte di un bilancio consolidato delle Aziende modenesi che ammonta a circa un miliardo e 700 milioni. Semplicemente, difendiamo la sanità pubblica, cioè la salute dei cittadini, facendo ogni sforzo per dare loro un servizio moderno, ben sapendo che è a partire dalla sanità per tutti che si qualifica l’operato di un’amministrazione pubblica. Per noi – conclude Muzzarelli – questo è un vanto e un orgoglio dell’Emilia-Romagna: non ci sono cittadini di serie A e di serie B, e tantomeno esistono sistemi sanitari di serie A e di serie B a seconda delle possibilità economiche dei pazienti. E’ un sistema che sta dando risultati eccellenti per la salute di tutti i cittadini”.

