
“E’ esperienza comune, nel mondo sanitario, che il limite tra la difesa della salute e l’accanimento terapeutico è tecnicamente difficile da stabilire e comunque questo limite, secondo noi, non può prescindere dalle volontà del paziente liberamente determinate. In questo contesto è naturale che i pazienti e cittadini pongano il problema del rispetto delle proprie volontà (consenso informato) in ordine ai trattamenti sanitari quando questi non possono, per ragioni cliniche legate a patologie irreversibili, esprimere il proprio consenso.
Al consigliere Leoni, che ancora una volta, invece di ragionare dà in escandescenze diciamo che il Comune ha diritto, eccome, a dire la sua in questa materia in quanto si limita a fornire un servizio alla persona e non fa codici di bioetica. Leoni, mentendo, agita lo spettro dell’eutanasia sapendo bene che è vietata dal nostro ordinamento e dal codice deontologico. Quindi fa solo terrorismo a buon mercato. Quanto ai cattolici che il consigliere del Pdl – con il garbo che lo contraddistingue – definisce “annientati su posizioni tutt’altro che moderate” non prendono certo lezioni di moderazione da un esagitato come lui. La vera innovazione realizzata dal Pd su questo tema del fine vita è stata quella di aver superato la falsa contrapposizione tra autodeterminazione e difesa della vita e della salute. Noi siamo partiti dalla realtà quotidiana degli ospedali e delle famiglie, non dai convegni di bioetica o dalle contrapposizioni ideologiche che tanto piacciono al consigliere Leoni”.

