
Nella vicenda in esame, come in tutte le vertenze sindacali, Confindustria Modena ha sempre tenuto in massima considerazione gli accordi già sottoscritti, curandone la rigorosa applicazione e gestendone gli effetti nel tempo; questo rigore è parimenti riconosciuto da Confindustria Modena alle controparti istituzionali, quali Cgil, Cisl e Uil. Si tratta di un “modus operandi” che è alla base delle corrette relazioni industriali.
Nel caso che interessa Emilceramica e i suoi lavoratori, non si è in alcun modo disatteso il rispetto degli accordi siglati. È infatti necessario ricordare, nello specifico, che si trattava non di un contratto bilaterale tra due contraenti in grado di dare piena esecuzione a quanto fra loro pattuito, ma piuttosto di un contratto vincolato e sottoposto al giudizio di un terzo (segnatamente il Ministero del Lavoro) destinatario della domanda di Cigs e depositario della facoltà di autorizzare tale procedura, di modificarne la natura o addirittura di negarne la praticabilità.
Riteniamo positivo che si sia scongiurata l’ultima rovinosa ipotesi e che la Cigs inizialmente ipotizzata sia stata “trasformata” dal Ministero con ricorso all’ammortizzatore ritenuto idoneo.
Nell’incontro tenutosi in Emilceramica a Fiorano con Filctem Cgil, Femca Cisl, Uilcem Uil e le Rsu lo scorso 26 febbraio, l’azienda e Confindustria Modena hanno accolto l’istanza di recarsi a Roma, al Ministero, per provare a sondare la fattibilità tecnica di un ulteriore proseguo della Cigs in corso e provare a scongiurare il ricorso ai licenziamenti collettivi. Proprio oggi la direzione aziendale di Emilceramica e Confindustria Modena, unitamente a Femca Cisl e alla componente Cisl della Rsu sono a Roma, come programmato nell’incontro sindacale.

