
“La cosiddetta riforma Gelmini – spiega Palma Costi – si limita a tagliare e razionalizzare l’esistente. Le sperimentazioni andavano sicuramente governate, tagliare le ore riportandole a 60 minuti non cambia sostanzialmente nulla. In tutto questo, insomma, niente di tremendo. Ma quel che serve alla nostra scuola è ben altro. Una riforma vera dovrebbe innanzitutto puntare in modo ben più consistente sulle autonomie scolastiche, attribuendo loro responsabilità e competenze. Gli obiettivi? Sono quelli fissati dalla Costituzione: valorizzare i capaci, promuovere l’uguaglianza, garantire il diritto all’istruzione”.
“Per far questo – prosegue Palma Costi – occorre valorizzare le eccellenze con piani formativi personalizzati ed orientati anche verso la formazione universitaria o post diploma; ampliare il piano dell’offerta formativa per sviluppare l’identità della scuole come interfaccia dell’identità del territorio. Occorre fare integrazione e alfabetizzazione verso gli stranieri, gli studenti in difficoltà e promuovere il successo scolastico; Interventi concreti che richiedono investimenti, per la formazione dei docenti, il miglioramento dei laboratori, la creazione di progetti integrati scuola-lavoro”.
“Si dice che le risorse oggi non ci sono: questo non è vero, e deve essere ribadito con forza – conclude la candidata del Partito Democratico – il fatto è che le risorse risparmiate con la cosiddetta riforma Gelmini saranno distratte dalla scuola per servire ad altre finalità. A realizzare qualche grande opera faraonica e non necessaria, a pagare i debiti dell’Alitalia o più semplicemente a far quadrare i conti che il Governo non è riuscito altrimenti a far tornare. E la scuola, da cui dipende il futuro dei nostri figli e del nostro Paese, rimane ferma lì, ancora in attesa di una vera riforma”.

