
Aimi ha annunciato l’intenzione “di procedere immediatamente, in caso di rielezione, alla presentazione di un’interrogazione e alla richiesta di una Commissione d’inchiesta anche in Regione, perché – ha detto – si doveva fare di più per evitare questa situazione. Invece siamo alla solita gestione autoreferenziale del bene pubblico”.
E proprio sui due episodi di legionellosi lo stesso Senatore ha rincarato la dose: “A Baggiovara c’è stata una grave incuria nella gestione dell’acqua potabile, doveva esserci un ulteriore impianto di depurazione che non è mai stato realizzato. Di conseguenza – ha aggiunto Tomassini – le vasche di deposito si sono trasformate in vasche di incubazione. E dai vertici dell’ospedale cosa hanno pensato bene di fare? Per correre ai ripari, hanno messo dei filtri ai rubinetti dell’acqua, che, oltre a costare molto di più, devono essere giocoforza sostituiti ogni quaranta giorni (se la sostituzione avviene). Un chiaro esempio di burocrazia verticistica”.
L’attenzione si è poi spostata su altre criticità della sanità modenese: “Non è possibile – ha tuonato il Presidente Tomassini – che un trauma center come Baggiovara non sia dotato di un proprio centro trasfusionale e di una propria emoteca. Da medico non posso pensare che all’arrivo, ad esempio di notte, di un paziente politraumatizzato, debba partire un’ambulanza istituzionale 118 da Baggiovara per correre avanti e indietro dal Policlinico di Modena per richieste di sangue urgente da trasfondere a pazienti in gravi condizioni. Per non parlare poi – ha detto ancora – di tutte quelle realtà della provincia sprovviste di notte di un’ambulanza con infermiere professionale a bordo o di un medico. E quando parlo di provincia penso alle tante realtà che in questo territorio hanno serie problematiche: da Castelfranco Emilia, dove è stato chiuso il Pronto Soccorso, a Pavullo dove di notte, in caso di emergenza parte l’ambulanza con a bordo autista, medico ed infermiere, lasciando nel pronto soccorso di riferimento per tutto il Frignano, da solo, un unico infermiere”. L’analisi del Presidente Tomassini si è “poi spostata sul rapporto tra pubblico e privato: in Emilia Romagna – ha sottolineato – si cerca di osteggiare il privato per puri motivi ideologici”.
“Una situazione – ha aggiunto laconicamente il Sen. Berselli – da vero “sprofondo rosso””. Non è mancata poi un’ampia parentesi dedicata “ai servizi al cittadino – ha sottolineato Aimi – qui si guarda solamente il numero di prestazioni erogate, saltando a piedi pari l’aspetto qualitativo. La nostra realtà è affetta da “burocratite acuta”. Troppi modenesi sono costretti a rivolgersi ad altre città, dal Veneto alla Lombardia, per ottenere un loro diritto, la prestazione sanitaria, senza dover aspettare tempi a dir poco biblici. Considerando anche – ha concluso il Capolista del partito di Berlusconi – che sempre più persone, dinanzi a tempi d’attesa anche semestrali, decidono di rivolgersi al privato, per ottenere in pochi giorni ciò che dovrebbe essere garantito dalla sanità pubblica. Gestita sempre peggio anche nel nostro territorio a causa delle politiche della rossa Regione Emlia Romagna”.

