
“Una minoranza della minoranza in Consiglio comunale – incluso il consigliere Ballestrazzi – traduce in salsa modenese lo stesso schema, la stessa passione incendiaria per la provocazione e lo sfottò. E disconosce anch’essa l’autorità di chi – la presidenza del Consiglio – ha il compito di governare il corretto svolgimento dei lavori.
Nel caso di Berlusconi si accampa la scusa – alla faccia dei principi liberali – che gli organi di garanzia sono di parte; nel caso dei replicanti locali la scusa – ancor più miserevole – è, qualche volta, la presunta mancanza di polso del presidente del Consiglio, qualche altra, la sua presunta partigianeria.
Salvo poi gridare allo scandalo e stracciarsi le vesti quando il suddetto presidente dimostra di averne non uno ma due di polsi e difende giustamente non solo le sue prerogative ma quelle dell’Istituzione, che è al di sopra delle parti. E lo fa per il bene del Consiglio e della città, stufa di assistere a risse accese da pochi e ben individuati provocatori. Gli stessi che adesso vestono la pelle d’agnello e gridano “al lupo al lupo” agitando il pericolo di una dittatura della maggioranza.
Ho il fondato sospetto è che all’origine di tanta confusione – di idee e di comportamenti – ci sia non solo maleducazione e vuoto politico ma anche un tasso eccessivo di testosterone, una propensione tutta maschile all’aggressività verbale e non. D’altra parte non è un caso che la presenza femminile tra le file della minoranza sia ridotta all’osso come non è un caso che le ire dei “consiglieri-machisti” si rivolgano con particolare virulenza contro una presidenza che, per la prima volta nella storia del Consiglio comunale, è affidata proprio a una donna. Invidia?”.

