
L’assessore comunale all’Ambiente Simona Arletti annuncia la posizione dell’Amministrazione su un tema che riguarda da vicino il bilancio del Comune e quelli delle aziende. Se la Tia è un tributo, infatti, entrate e uscite devono rientrare nel bilancio comunale. Ciò significa, per esempio, che Hera non potrebbe emettere fattura con Iva ai cittadini, ma dovrebbe emettere fattura con Iva al Comune, che in quel modo, per far quadrare i conti, dovrebbe caricare l’Iva sulla tariffa rendendola più gravosa. “In altri termini, per i cittadini non ci sarebbe alcun vantaggio, anzi il rischio di una Tia più consistente, mentre per le imprese sarebbe un danno perché in assenza di Iva cadrebbe la detrazione”, precisa l’assessore. “A questo punto – conclude Arletti – è necessario che Governo e Parlamento facciano chiarezza e mettano i Comuni nella condizione di comprendere bene come devono agire”.
Il dibattito si intreccia con gli adeguamenti tariffari previsti dal bilancio preventivo. “Il Comune, infatti, prevede di applicare aumenti del 2,5 per cento della Tia che si traducono per le famiglie in una cifra che oscilla dai 3 ai 6 euro l’anno in relazione al numero dei componenti”, spiega il vice sindaco e assessore al Bilancio Alvaro Colombo. “Questo provvedimento si rende necessario per avvicinarsi progressivamente alla copertura dei costi del servizio di raccolta dei rifiuti e ai costi di ampliamento della raccolta differenziata. Si tratta tuttavia di aumenti contenuti – conclude Colombo – che non coprono interamente i costi e che tengono conto del periodo di crisi economica”.

