
“Riteniamo che ridimensionare la partecipazione azionaria in Unicredit sia inopportuna rispetto ai tempi, e poco trasparente rispetto sia alle finalità sia alle conseguenze della vendita delle azioni. Un Consiglio di amministrazione prossimo alla scadenza avrebbe dovuto astenersi dal compiere una simile operazione dal carattere di straordinaria amministrazione e soprattutto senza un adeguato confronto. La partecipazione in Unicredit ha un valore strategico e fondamentale per lo sviluppo del sistema economico territoriale, impegnato a superare le difficoltà della crisi economica internazionale e a rilanciare il sistema produttivo locale. E’ chiaro che la vendita di una quota di partecipazione ‘storica’ potrebbe avere anche ripercussioni negative per gli equilibri di controllo della compagine societaria di Unicredit”.

