
C’è oggi il bisogno di un atto di responsabilità collettivo, che isoli definitivamente chi sferra questo tipo di attacchi personali: invece sono molte le aree grigie. Definire spesso e volentieri i CIE come lager non aiuta chi opera in essi, non rasserena il clima. E ancora, criticare ma non porre alternative sul piatto della discussione, non contribuisce a raffreddare gli animi.
La vera scommessa è fare in modo, come fanno ogni giorno Daniele Giovanardi e i suoi volontari, che la permanenza sia umana, e possibilmente breve. Ma temo che riconoscere con sicurezza chi entra nel territorio senza documenti, sia inevitabile.
(Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale – PDL)

