
Il progetto è stato approvato dalla Giunta provinciale al termine della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) che ha stabilito la compatibilità dell’impianto dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, sismico fino a quello storico e architettonico.
Nelle valutazioni dei tecnici componenti la Conferenza dei servizi della Via (in rappresentanza tra gli altri di enti locali, Ausl e Arpa) emerge che l’impianto interessa una parte dell’area, non coperta da verde, interessata da una concessione mineraria per estrarre marne per la produzione di calce e cemento; restano escluse le aree di cava già rinaturalizzate e quelle a maggior impatto visivo.
«L’impianto – sottolinea Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente – fornisce un rilevante contributo alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, con quasi cinque tonnellate all’anno risparmiate, in linea con quanto intendiamo stabilire con il nuovo Piano energetico provinciale in corso di realizzazione che vuole favorire proprio le fonti rinnovabili. Sul fotovoltaico stiamo ricevendo diverse richieste, altre le abbiamo già autorizzate dopo un’attenta analisi delle ricadute su paesaggio, agricoltura e ambiente».
Gli incentivi statali previsti per questo tipo di impianti assicurano la sostenibilità economica del progetto che produrrà energia da immettere nella rete per circa 20 anni. La procedura di Via, inoltre, ha permesso di verificare la minima visibilità dell’impianto e l’opportunità di recuperare l’area di cava per un utilizzo ambientale.
Finora la Provincia di Modena ha approvato l’installazione di impianti fotovoltaici a Fiumalbo in località Ronchi (potenza 35 kw), a Concordia in via Mazzalupi (997 kw), inaugurato sabato 8 maggio, a Sestola in località Spinedola (372 kw) e a Castelnuovo Rangone in via Gualinga (due mila kw).

