Questa mattina sono state consegnate alla Corte di Cassazione di Roma oltre 1milione400mila firme di cittadini che chiedono il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Di queste ben 16.500 sono di cittadini modenesi che hanno lasciato la loro firma ai banchetti organizzati in tutta la provincia dal Comitato modenese per l’acqua pubblica. Un risultato straordinario: mai, prima di questa campagna referendaria, in Italia un referendum aveva raccolto così tanti consensi.
Segno evidente che è possibile costruire un’alternativa alle politiche liberiste, che hanno modificato profondamente, e in negativo, il ruolo dei servizi pubblici. Segno che è possibile unire – su temi concreti – la sinistra sociale e politica se c’è la chiarezza nelle proposte.
Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra di Modena si sono messi al servizio di questo obiettivo partecipando assieme a tanti altri soggetti a questa straordinaria campagna. Lo abbiamo fatto perché da sempre crediamo necessario costruire alternative al primato del mercato e della finanza, che sono la causa dell’attuale crisi, e che non possono invadere il terreno dei beni comuni, che in quanto tali sono patrimonio della collettività.
Vogliamo ringraziare tutti i componenti del Comitato modenese per l’acqua pubblica e tutte e tutti quelle/i che hanno contribuito nei Comuni ad organizzare banchetti e iniziative che hanno permesso alla provincia di Modena di raggiungere questo importante obiettivo. Questo lavoro comune è la base su cui continuare nei prossimi mesi questa straordinaria mobilitazione: perchè la sfida per l’acqua pubblica è appena cominciata, ora ci aspetta il referendum.
È necessario un cambio di passo: continuare con l’ideologia scellerata e fallimentare delle privatizzazioni significa continuare ad ignorare la grande domanda di politiche pubbliche nuove e diverse emersa nella campagna della raccolta firme.
(Stefano Lugli, Segretario Federazione PRC Modena)

