
Defranceschi osserva che “non esistendo autorizzazioni da parte della proprietaria all’allacciamento di altre utenze, il diniego doveva essere automatico. L’Area risorse idriche del Servizio tecnico bacino Reno nel luglio 2008 pare che, con propria comunicazione agli interessati, confermasse di dover procedere al diniego della concessione a tutte le utenze diverse da quelle della proprietaria della sorgente. A oggi – continua il consigliere – tale diniego pare non aver concluso il proprio iter”, in quanto nessuna comunicazione sarebbe pervenuta alla proprietaria stessa. Intanto – sottolinea – “il prelievo non autorizzato dell’acqua continua, consolidando di conseguenza un informale assenso dell’ente pubblico all’uso indiscriminato delle risorse naturali per soddisfare le esigenze di edifici oramai accertati per illeciti, già realizzati in area di tutela ambientale e che stanno provocando danni irreversibili all’ambiente e alle stesse strutture d’acquedotto mediante svuotamenti e riempimenti repentini”.
Defranceschi vuole quindi sapere “se risulti attuato il diniego alla richiesta del ‘gruppo di utenti illegittimi’ e la relativa pratica sia stata archiviata.

