
Le autorità cominciano ad occuparsi della giovane nell’agosto del 2006, dopo due tentativi di suicidio. Nel 2007 viene collocata in una casa famiglia, poi diventa maggiorenne, i servizi sociali smettono di seguirla. Ma i genitori non si arrendono: per ben due volte la conducono in Macedonia contro la sua volontà e sempre per organizzare il matrimonio. Alla fine, nell’aprile del 2010, la giovane e la responsabile dell’associazione di volontariato bolognese che l’aveva seguita in passato, sono andati alla Polizia per denunciare la persecuzione perpetrata dal padre e per chiedere un provvedimento di protezione. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta, nel frattempo chiusa e con un’imminente richiesta di rinvio a giudizio.

