
Il rispetto del prossimo, chiunque esso sia, non può prescindere da una legislazione ossequiosa anche di valori primari come quello imprescindibile della libertà . Prostituirsi invece, nella stragrande maggiornaza dei casi, non e’ una scelta ma un obbligo, un imposizione . In alcuni altri casi e’ una scorciatoia per guadagnare molto e in fretta . Ma i colleghi della sinistra cosa racconteranno oggi a quelle ragazze , a quelle donne, che con molta dignita’ e spirito di sacrificio, di fronte all’alternativa se battere il marciapiedi o scegliere un lavoro onesto , hanno optato per quest’ultimo, magari andando a lavare sottoscala e cantine, preferendo cosi’ l’onore all’oblio e all’indecenza . Poi certo, ci sono anche quelle che lo fanno per vocazione, come “Bocca di Rosa” cantata mirabilmente da De Andare’ in una sua straordinaria canzone. C’e’ un clima di materialismo volgare e dirompente su cui la sinistra ha deciso di infilare nuovamente la propria bandierina rossa. La prostituzione in Italia – ha detto ancora Aimi – è fatta soprattutto da ragazze straniere e clandestine. Il compito dello Stato è quello di liberarle dalla schiavitù, non di relegarle in quartieri. Nel nostro Paese ci sono oltretutto gli strumenti, come l’articolo 18 della legge Bossi-Fini, che concede loro un permesso di soggiorno temporaneo e che dà la possibilità di essere accolte in case protette”.
Il coordinatore vicario provinciale del PDL ritiene quindi che “occorra investire sempre più in attività di promozione di questi strumenti. Pensare di relegare decine e decine si schiave del sesso in un quartiere – ha ribadito – è la solita risposta che serve esclusivamente a nascondere il problema e ad accattivarsi le simpatie di un elettorato poco riflessivo e incline alle soluzioni da bar sport . Si deve invece proseguire sulla strada della tolleranza zero verso questi mercanti e le organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento e all’espulsione immediata delle prostitute. La legge punisce infatti chi sfrutta e chi favorisce la prostituzione. Per cio’ che riguarda le condizioni sanitarie” ha concluso Aimi” ricordo che il diritto positivo prevede gia’ la punizione di chi trasmette malattie infettive. Sulla strada dei controlli igienici si deve pero’ fare di più’, senza ipocrisie e falsi moralismi”.

