Abbiamo appreso con stupore e rabbia, attraverso l’assenza dell’Unità in edicola, della scelta dell’editore di chiudere dal 15 ottobre le redazioni locali dell’Unità Bologna e Firenze.

Il diritto all’informazione, sempre in bilico tra tagli, censure e bavagli, viene fortemente minato anche attraverso la chiusura imminente di una delle voci storiche della città che ha sempre garantito il pluralismo dell’informazione locale. Di quella Bologna unica in Italia che continua a chiamare la sua Festa con il nome del giornale e di quella Bologna che si sta preparando all’imminente voto per l’elezione del sindaco. Il gruppo consiliare del PD della Provincia di Bologna, auspicando che l’azienda riveda le proprie decisioni in merito alla chiusura del quotidiano, rivendica il diritto all’informazione locale e democratica ed è al fianco della lotta dei giornalisti e della segreteria di redazione del quotidiano che vedono minacciato il proprio posto di lavoro.

(Stefano Caliandro, Gruppo Consiliare PD della Provincia di Bologna)

**

“La chiusura delle redazioni de L’Unità di Bologna e Firenze sarebbe grave e mi auguro si possa ancora evitare”. La presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti ha commentato così la notizia sulla possibile chiusura dell’edizione locale del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. “Se venisse confermata questa decisione – prosegue Draghetti – la mia preoccupazione sarebbe innanzitutto per le persone che perderebbero il lavoro in un momento in cui anche il mondo dell’informazione è già colpito pesantemente dalla crisi. Il nostro territorio verrebbe inoltre privato di una voce particolarmente attenta e stimolante. Esprimo quindi solidarietà ai lavoratori che stanno scioperando e spero che l’azienda possa rivedere la sua decisione”.

Anche l’assessore al Lavoro Giuseppe De Biasi condividendo la solidarietà espressa dalla Presidente ha aggiunto: “come giornalista conosco la professionalità e la capacità di approfondimento del pool di colleghi che costituisce la redazione bolognese, e nel ruolo di Assessore ho potuto apprezzare la capacità di analisi e la pluralità dei punti di vista nei recenti e documentati reportage sul mondo della scuola e sui problemi della crisi economico-occupazionale nel nostro territorio. Pertanto spero proprio che questa chiusura possa essere scongiurata, perché andrebbe a deficitare l’offerta dell’informazione locale e il pluralismo di voci già messo fortemente in discussione dall’anomalia italiana della concentrazione mediatica”.

**