
Quanto a Modena sfortunata scrive un secco “Non ci credo”. Sintetico l’antropologo Marc Augè. Per lui Modena è fortunata “per mille motivi” e sfortunata “non saprebbe dire perché”. Per il filosofo Remo Bodei, cittadino onorario, Modena è fortunata “perché ha i modenesi, eredi di una lunga tradizione civile di impegno (mi commuovo a vedere sotto la Ghirlandina foto di centinaia di morti per la Resistenza), non disgiunta dal piacere del cibo e della convivenza”. La sfortuna di Modena per Bodei “è che non si può replicare; si dovrebbe stare attenti all’urbanistica e alle periferie perché non si sviluppino in forme caotiche”. Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky risponde solo sulla fortuna: “Basta vedere la piazza di oggi, 19 settembre 2010, per capire quanta civiltà e cultura ci sia nella vostra bella città”. Nei due pensieri del politologo Carlo Galli anche un monito: dopo aver scritto che Modena è fortunata perché “il suo passato consente al presente di non essere disperato per il futuro” riguardo alla sfortuna avverte che la città “deve stare attenta a non credersi troppo fortunata”.

