
”Girando per le scuole – ha spiegato Franco D’Aniello, musicista dei Modena City Ramblers che ha curato il documentario, insieme all’associazione Pereira – ci siamo accorti che solo due ragazzi su dieci parlano di una matrice fascista, mentre più della metà, il 60%, crede che la colpa dell’attentato sia da attribuire alle Br”.
Il filmato dura un’ora e mezzo e, oltre alle testimonianze nelle scuole (una sessantina), dà spazio alle voci dei familiari delle vittime e al racconto della giornata. L’obiettivo, infatti, è ”mantenere la memoria dei fatti del 2 agosto”, ha proseguito D’Aniello, che ha riscontrato di persona ”come in alcuni casi è stata abbandonata. Tantissimi ragazzi, ad esempio, ignorano come sia andato il processo. E anche tra gli insegnanti, alcuni sono convinti che non sia compito della scuola ricostruire quelle vicende”.
Il 21, nell’aula absidale di Santa Lucia, a presentare la proiezione ci saranno Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione familiari delle vittime, e Libero Mancuso che fu pubblico ministero al processo. Parteciperanno anche i Modena City Ramblers.

