
“Per continuare a usufruire di ampie aree verdi e sostenerne i costi dovremo orientarci verso un nuovo tipo di gestione che divida il verde urbano dal verde di vicinato”, ha spiegato Arletti. “Con il primo intendo i parchi e le aree di forestazione urbana, che dovranno rimanere a carico della gestione comunale con il grande supporto dei volontari che operano da anni al nostro fianco. Saremo costretti a chiedere che le aree di vicinato e le piccole zone di verde condominiale vengano prese in cura direttamente dai proprietari degli appartamenti e da chi ne usufruisce all’interno del quartiere, trasformandole in zone di verde privato ad uso pubblico”.
Per Modena, la gestione delle aree verdi realizzata con il volontariato non è un’esperienza nuova e nelle Circoscrizioni esistono già gruppi di cittadini che si occupano della pulizia e della manutenzione. “E’ grazie a questo – ha concluso Arletti – che con poco più di 2 milioni 300 mila euro gestiamo quasi 9 milioni di metri quadrati di verde”.

