
“Nella gestione della fauna – commenta l’assessore alla Pianificazione faunistica Gabriella Montera – il prelievo venatorio contribuisce in modo significativo a contenere il numero di cinghiali entro limiti sostenibili; svolge inoltre un ruolo importante per salvaguardare l’equilibrio tra la tutela della biodiversità, le legittime istanze dei produttori agricoli e la sicurezza del territorio. Negli ultimi anni, attraverso azioni coordinate, sia di prevenzione che di controllo della densità di popolazione, siamo riusciti a ridurre i danni causati dai cinghiali alle attività antropiche di un quarto: da oltre 250.000 a 190.000 euro”.
Il cinghiale è un animale diffuso nel territorio montano e collinare bolognese, con un tasso di riproduzione che può arrivare anche al 200%. Nel 2009 i danni causati da questo ungulato sono stati di 190.000 euro, con incidenze più alte nei comuni di montagna (per esempio, quasi 48.000 euro di danni a Camugnano e oltre 17.000 a Castiglione dei pepoli).

