
L’appuntamento, in collaborazione con il Museo di paleobiologia e l’Orto botanico dell’Università di Modena, consentirà ai visitatori di scoprire in che modo si procuravano e preparavano il cibo i nostri antenati di 3500 anni fa. I progressi fatti negli ultimi anni da discipline come la paleobotanica e l’archeozoologia hanno dilatato le possibilità di indagine e l’analisi di pollini, semi e frutti rinvenuti negli scavi archeologici ha consentito di stabilire che il paesaggio attorno alle terramare era occupato da ampie zone disboscate destinate a pascolo o alla coltivazione dei cereali, soprattutto grano e orzo, ma anche panìco, avena e segale. Negli orti nelle immediate vicinanze del vilaggio si coltivavano diverse varietà di legumi, come favino, lenticchie, piselli e cicerchia.
La giornata prevede dimostrazioni delle tecniche utilizzate dai botanici per esaminare semi, frutti, pollini recuperati negli scavi e per ricavare informazioni sull’ambiente e l’alimentazione. Non mancheranno assaggi di antichi sapori e il laboratorio “Archeobotanici in erba”, dove i bambini potranno setacciare la terra, raccogliere, contare e identificare i semi.
Il parco è aperto dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18, ultimo ingresso alle 17 (informazioni su www.parcomontale.it, tel. 059 2033100 o 532020).

