
“A non essere stati identificati non erano solo i numeri della targa dello scooter prima di essere coperti, ma anche l’aggressore. Dire che le telecamere funzionano quando il caso è nato dal loro probabile malfunzionamento, è aggirare il problema, cosa di cui Marino e compagni sembrano specialisti. Marino ha ragione solo quando si smentisce. E’ vero che la telecamera è solo uno degli strumenti usati per contrastare il crimine, così come è vero che gli altri strumenti che Marino aveva l’impegno e la responsabilità di attivare, come i controlli costanti rispetto alla prostituzione, allo spaccio e all’attività dei negozi etnici sono rimasti sulla carta. Chiediamo a Marino di ricordare gli impegni presi e non onorati per la sicurezza in zona Tempio – Piave, anche al suo compagno assessore Sitta, più pronto ad attaccare che ad ascoltare i cittadini e i comitati che denunciano i problemi. Non è dicendo che non esistono che i problemi si risolvono”.

