
“Il riferimento al burqa (al chador, o al niqab dipende in base all’area geografica) –fa sapere Federica Steffanini, segretaria del Pd possidiese- è nascosto tra le righe, ma ben presente nelle parole dei consiglieri di minoranza”.
“Condanniamo senza mezzi termini tale proposta, piena di contraddizioni che nemmeno i consiglieri proponenti sanno chiarire. -continua- Vogliono il divieto per garantire i diritti delle donne o per scacciare una probabile paura? A San Possidonio non si è mai vista nessuna donna indossare indumenti che porterebbero renderne difficoltosa l’identificazione. Si richiede quindi l’intervento per ovviare a una situazione che non sussiste e per questo riteniamo indecoroso e irresponsabile avvallare richieste che, come queste, non fanno altro che fomentare un clima di distacco e di terrore nei confronti di culture non abbastanza conosciute e diverse dalla nostra”.
“Il messaggio che l’intera comunità percepirebbe -rileva la segretaria del Pd- sarebbe univoco, e noi non lo accettiamo. Infatti, ed ecco che spunta la contraddizione di cui sopra, la richiesta di divieto e la conseguente sanzione penale per chi lo trasgredisse, nascondono un abnorme pregiudizio, poiché viste dalla minoranza come “misure idonee a scoraggiare episodi ed azioni da parte di soggetti potenzialmente pericolosi prevedendo la possibilità per gli stessi di travisare o di mascherare il proprio volto rendendo difficile il riconoscimento delle persone”. E qui casca l’asino. Non si tratta quindi di una richiesta a sostegno della dignità, dei diritti e del rispetto femminile, come tenta di farci credere il gruppo Lega-PDL, ma di una trovata politica propagandistica che nulla ha a che vedere con l’integrazione culturale che tutti diciamo di volere”.
“ Inoltre, -conclude- se davvero la questione della parità tra i generi e del rispetto della donna sono temi tanto cari al cuore della minoranza, suggerirei di cominciare rispettando le donne che compongono il consiglio comunale, evitando toni, modi e frasi del tutto fuori luogo”.

