Home Lavoro Stato di agitazione al Gruppo edile Mazzoni di Modena e Bologna

Stato di agitazione al Gruppo edile Mazzoni di Modena e Bologna

Proclamato dai sindacati Fillea/Cgil e Feneal/Uil lo stato di agitazione dei lavoratori del Gruppo edile Mazzoni che ha 10 stabilimenti tra Bologna e Modena. Domani giovedì 28 ottobre dalle ore 17 in poi si terrà un presidio con volantinaggio davanti alla sede centrale del Gruppo a Monteveglio (in via Abitazione, 7) per protestare contro la decisione unilaterale dell’azienda di avviare la cassa integrazione ordinaria per 52 addetti (22 impiegati e 30 operai) su un totale di circa 100 addetti del gruppo, negando – denunciano i Sindacati – sia gli anticipi dei corrispettivi Inps che la rotazione fra i dipendenti come invece richiesto dalle stesse organizzazioni sindacali.

Sugli stabilimenti bolognesi, la cassa integrazione ordinaria avviata il 5 ottobre sta già coinvolgendo diversi lavoratori, mentre vi è il rischio che possa estendersi anche ai lavoratori degli stabilimenti modenesi, in particolare quelli dell’impianto di calcestruzzi e del magazzino siti a Castelfranco Emilia (in totale 12 addetti). Minore è invece la probabilità che la procedura di cassa coinvolga i 7 dipendenti dello stabilimento Maselli sempre a Castelfranco e i 6 addetti dell’impianto di calcestruzzi di Marano s/Panaro, che al momento non hanno problemi legati al calo delle commesse.

L’azienda – continua Fillea/Cgil – ha dimostrato intransigenza nel voler procedere con l’apertura di un periodo di 13 settimane di cassa integrazione ordinaria dal 5 ottobre, dopo che già ad aprile i Sindacati avevano firmato una procedura di mobilità volontaria incentivata che aveva visto uscire 12 lavoratori di cui 3 dagli stabilimenti modenesi.

“Non accettabile – spiega Simone Foresti della Fillea/Cgil di Castelfranco Emilia – che si neghi gli anticipi dei corrispettivi Inps ai lavoratori in cassa a zero ore, così come l’anticipo del Tfr accantonato. Così facendo Li si mette in grandi difficoltà economiche e senza alcun sostegno al reddito per diversi mesi”. I sindacati denunciano inoltre come sembra molto una scusante la crisi di liquidità addotta dall’azienda, visti i continui acquisti di stabilimenti da parte del Gruppo (due anche nell’ultimo anno, la Comafer di Bologna e la Calcestruzzi di Marano) e i significativi investimenti fatti di recente per dotare i camion di impianti satellitari di sorveglianza.

Fillea/Cgil e Feneal/Uil di Bologna e Modena  – concludono i Sindacati – si aspettano dall’azienda una risposta positiva sulle richieste in particolare sulla disponibilità agli anticipi della cassa integrazione, in caso contrario sono disposti ad intensificare le azioni di lotta.