
La “giornata pasoliniana” di Modena inizia alle 16 con un lungo monologo del 1967 in cui Pasolini parla della sua opera letteraria e cinematografica in un documentario di Carlo di Carlo, della durata di 18 minuti, intitolato “Pasolini cultura e società”. Alle 16.20 sarà proiettato “Pasolini e l’umiliazione segreta di Chaucer”, 80 minuti di dossier audiovisivo con filmati e foto inedite sui “Racconti di Canterbury”. Alle 17.45, “Fellini in città” di Maurizio Ponzi (1967), 13 minuti nei quali alcuni registi, tra cui Pasolini, parlano di Federico Fellini. Alle 18, ancora un documento di 13 minuti – “Pasolini e la forma della città” di Paolo Brunatto (1974) in cui lo scrittore riflette sul paesaggio urbano.
Segue, alle 18.15 “Volgare eloquio” (1975), della durata di mezz’ora, dedicato alle mutazioni del linguaggio, mentre alle 18.50 si potrà assistere a una puntata della trasmissione “Controcampo” del 1974: 40 minuti di tavola rotonda televisiva sul dibattito sollevato da Pasolini a proposito dell’omologazione degli italiani.
Alle 21.15 chiude la giornata “Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno” un film di 90 minuti (2001) in cui Laura Betti, una delle amiche più intime dello scrittore e regista, ricostruisce un percorso della memoria tra interviste, sequenze di immagini e testimonianze di chi lo ha conosciuto. “Ho fatto un film sognando le parole di Pier Paolo immerse in tutto ciò che da tempo non lo riguarda – disse Laura Betti accompagnando l’uscita del film – come un’enfatica, mondana e stridente democrazia; una falsa capacità di capire; una non troppo furtiva apologia della bassa cultura”.
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