
Domenica 31 ottobre l’ingresso al parco (via Vandelli, strada statale 12) sarà gratuito in occasione della Settimana della preistoria. Gli archeologi del Museo e gli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia che hanno condotto ricerche sulla necropoli di Casinalbo descriveranno i riti funerari degli abitanti delle terramare. Si potrà seguire in diretta al Parco il percorso di un’urna cineraria, dal microscavo alle indagine antropologiche sul suo contenuto e alla ricomposizione del vaso. Per i bambini ci sarà “Un coccio dopo l’altro”, laboratorio con cocci e colla per conoscere i segreti dei restauratori.
Lunedì primo novembre la giornata sarà dedicata ai tessuti, di cui a Montale non sono rimaste testimonianze archeologiche, anche se l’ingente quantità di fusaiole e pesi da telaio recuperati negli scavi lascia supporre che gli abitanti della terramare producessero filati e tessuti in grande quantità. La materia prima era costituita da lino, documentato da sporadici ritrovamenti di semi, e lana, come dimostrano i numerosi resti di ovini rinvenuti negli scavi. Sulla base di rinvenimenti effettuati in alcuni siti dell’età del bronzo, nelle due case del museo all’aperto di Montale sono stati ricostruiti due telai verticali a pesi, uno dei quali è stato “armato” con un ordito di lino, e l’altro con un ordito di lana. Entrambi i filati sono stati tinti con coloranti vegetali, così come doveva avvenire nella Preistoria, per ottenere diverse tonalità di azzurro, rosso e giallo.


