
Secondo l’ipotesi di accusa, il broker indagato avrebbe falsificato gli atti della fideiussione necessaria per sbloccare i diritti televisivi del Bologna calcio. Una bozza di tale fideiussione – ritenuta appunto un falso dagli inquirenti – è stata presentata alla Lega Calcio a Milano ma è stata respinta. Da qui la denuncia di Sergio Porcedda all’autorità giudiziaria.
A carico del broker, in passato dichiarato fallito, figurano precedenti per truffa, falso in scrittura privata e ricettazione. La Procura ha anche disposto il sequestro di alcuni assegni ricevuti in acconto dall’indagato che, all’esito positivo della vicenda, avrebbe incassato una percentuale del 3% sull’intera operazione. Nessun istituto di credito è coinvolto nell’indagine.
Nell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, il Bologna Calcio e il suo presidente Sergio Porcedda figurano come parti offese. Il fascicolo è stato aperto a seguito delle dichiarazioni e della documentazione presentata dall’imprenditore sardo ai magistrati. Porcedda, dopo la denuncia di ieri ai Carabinieri, è stato convocato oggi in procura, come parte offesa, dove si è trattenuto per circa due ore. Presenti all’audizione anche i carabinieri di Bologna centro e del nucleo investigativo del reparto operativo. Nei prossimi giorni verrà sentito anche il broker.

