Stand informativi e commerciali, laboratori, dibattiti e una mappa della città e dei dintorni che evidenzia le attività che mettono in pratica i principi della “filiera corta”, quella che collega direttamente produttori e consumatori. La “Modena a km zero” si presenta in una mostra mercato a ingresso libero in programma domenica 28 novembre dalle 10 alle 20 all’ex palazzetto dello sport di viale Molza, davanti alla stazione autocorriere, con ingresso dall’anello del parco Novi Sad.
Si tratta dell’appuntamento finale di un percorso sulla filiera corta come modello economico alternativo, ricco di opportunità anche per l’economia locale, che si è articolato in tre incontri-laboratori a tema svoltisi in maggio, giugno e settembre per iniziativa dell’assessorato alle Politiche economiche del Comune di Modena, Federconsumatori, Adiconsum e Movimento Consumatori, in collaborazione con Agenda 21. L’iniziativa ha messo a confronto 72 persone in rappresentanza di 51 esperienze di filiera corta (di cui 29 locali) nei settori alimentare, non alimentare e dei servizi, spaziando dalla produzione agricola al “co-housing” fino ai gruppi di acquisto al turismo sostenibile.
“Filiera corta e consumi consapevoli e sostenibili sono temi sui quali il Comune si sta impegnando nella convinzione che ridurre i passaggi delle merci aumenti la trasparenza della qualità e diminuisca il costo di approvvigionamento, portando quindi vantaggi sia ai produttori sia ai consumatori”, spiega l’assessore comunale alle Politiche economiche Graziano Pini.
Sono tre le aree previste dal programma della mostra mercato. La prima è dedicata ai produttori e si intitola “Spazio del guardare, assaggiare, comprare”, per fare acquisti direttamente dai produttori negli stand con prodotti agricoli, vino, birra, formaggio, aceto balsamico tradizionale, cosmetici, mobili, abiti, pannelli fotovoltaici, libri, giocattoli. La seconda area è destinata alle informazioni e si intitola “Spazio del conoscere”, per capire meglio cos’è la filiera corta e conoscere i soggetti che la promuovono (software libero, mobilità sostenibile, editoria, gruppi di acquisto, co-housing). La terza è quella dei laboratori o “Spazio del fare”, per sperimentare le possibilità dell’autoproduzione. In questo spazio si svolgerà alle 10.30 un laboratorio di riciclaggio artistico rivolto a tutti. Dalle 10.30 alle 15.30, a moduli di un’ora ciascuno, nel laboratorio “Dal chicco al piatto” tutti potranno imparare a fare la pasta al torchio. Alle 11 e alle 17 si svolgeranno due laboratori creativi per sensibilizzare i bambini sul valore dell’acqua in generale e su quella del rubinetto in particolare. Infine, alle 15 e alle 17, due laboratori aperti a tutti insegneranno le nozioni di base per la manutenzione della bicicletta.
In mattinata, dalle 10.30, lo “Spazio del riflettere e discutere” ospiterà la presentazione della mappa “Modena km zero, modi e luoghi per acquisti corti”, la proiezione di video sulla filiera corta e una tavola rotonda sul tema “Le opportunità della filiera corta per l’economia locale”. Ne discuteranno Morena Diazzi, direttore generale Attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Gianluca Aldrovandi del servizio Valorizzazione dell’agroalimentare e del territorio della Provincia di Modena, Simona Arletti, assessore comunale all’Ambiente, Paola Bertolini dell’Università di Modena e Reggio Emilia., Mauro Bonaiuti dell’Università di Torino e di Rete italiana per la decrescita. Al termine del dibattito, alle 12.30, sarà offerto un rinfresco a cura di Last Minute Market.
L’ultimo appuntamento allo “Spazio del riflettere e discutere” prevede alle 16 la presentazione dei libri “Io lo so fare”, “Il cuoco leggero” e “Altreconomia” con l’autrice Marinella Correggia.
UNA MAPPA PER LA FILIERA CORTA
La ricognizione delle esperienze di filiera corta in città, svolta nell’ambito del progetto “Modena a km zero”, ha portato alla creazione di una mappa che consente ai cittadini di rivolgersi direttamente ai produttori.
Le realtà sono 61, suddivise per categorie. Ci sono le aziende agricole con vendita diretta al pubblico, tra cui 5 acetaie, 4 cantine, 1 birrificio, 5 caseifici, 8 aziende agricole, 5 mercati dei produttori agricoli, 6 gruppi di acquisto e 3 distributori di latte crudo. Sono state indicate anche le realtà che sottraggono al ciclo della gestione dei rifiuti oggetti che possono essere riutilizzati: 3 negozi di oggetti, abbigliamento e mobili usati, 2 negozi di articoli per bambini, 3 mercati dell’usato e 2 centri di raccolta e smistamento di oggetti e mobili usati, le biblioteche con le loro 4 bancarelle di libri usati, più una libreria di libri e fumetti a metà prezzo. La mappa segnala inoltre un bar, un ristorante e 2 gelaterie che utilizzano prodotti a km zero. Tra le altre categorie c’è quella della mobilità sostenibile, con particolare riguardo a chi usa la bicicletta. La mappa riporta anche i 39 punti in cui si possono prelevare le biciclette “pubbliche” di “C’entro in bici”, i 7 depositi protetti gratuiti, i 4 depositi a pagamento e le fontanelle d’acqua potabile.
Infine, la mappa segnala le realtà attive nel settore dei servizi, come la banca del tempo e il gruppo di Ingegneria senza frontiere.
La Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) sta progettando proposte cicloturistiche basate sulla mappa con visita alle esperienze di filiera corta più interessanti.
POTREBBE INTERESSARE 7 FAMIGLIE SU 10
“Negli ultimi si è anni sempre più diffuso il bisogno di ripristinare il legame tra modelli di consumo e territorio di origine, portando molte famiglie italiane a sviluppare un rinnovato interesse verso prodotti alimentari locali e formule di acquisto diretto. Per questo prestiamo particolare attenzione a questo fenomeno economico”. Lo afferma Graziano Pini, assessore alle Politiche economiche del Comune di Modena, che ha elaborato assieme alle associazioni di consumatori (Federconsumatori, Adiconsum Movimento Consumatori) e in collaborazione con Agenda 21 il progetto “Modena a km zero”.
Secondo i dati dell’Osservatorio consumi di Nomisma, oltre un terzo delle famiglie italiane (il 36%) ha fatto acquisti direttamente dagli agricoltori almeno una volta nel 2009; una famiglia su dieci fa acquisti settimanali direttamente dai produttori e e oltre il 70% delle famiglie italiane sarebbe disposta a fare la spesa nei mercati degli agricoltori se fossero più comodi e vicini a casa. In Italia, secondo la stessa ricerca, gli acquisti diretti sono circa il 3% del totale della spesa alimentare, mentre il 16% delle aziende agricole dell’Emilia-Romagna fa regolarmente vendita diretta dei propri prodotti.
Direttamente dall’agricoltore si acquistano soprattutto frutta e ortaggi di stagione (27% delle famiglie italiane), ma anche prodotti trasformati come formaggi, latte e burro (13,5%), olio d’oliva (8%), vino (4%) e salumi (4%); poco più del 3%, infine, si rivolge al produttore per l’acquisto di carne, uova e miele.
Le motivazioni principali indicate sono freschezza (13%), qualità (9,5%), salubrità (3%), mentre il prezzo passa in secondo piano.
“Alla luce di questi dati – conclude Pini – siamo ancor più convinti del fatto che la filiera corta sia vantaggiosa per la città nel complesso e per produttori e consumatori, i quali hanno interesse reciproco a incontrarsi per diversi motivi: anche i piccoli possono entrare in un circuito commerciale e ricavare un compenso equo dal loro lavoro; garantire la qualità e la freschezza dei prodotti ortofrutticoli; conoscere la provenienza del prodotto e come lavora il produttore; ridurre l’impatto ambientale legato al trasporto per lunghe tratte”.

