
“Nell’assoluto rispetto dell’autonomia degli enti locali – ha ribadito l’assessore – quello che vogliamo realizzare è un welfare comunitario a livello distrettuale. L’impegno, come sottolineato dagli obiettivi di mandato, è lavorare sulle famiglie, senza tralasciare però il singolo come persona con i suoi diritti. Massima attenzione andrà ai servizi per la prima infanzia, alle diverse risposte di aiuto per i minori e gli adolescenti, e ai Centri per le famiglie, da promuovere nei prossimi anni in ogni distretto”.
Dati e numeri dell’Emilia-Romagna
Una regione con più bambini
Dopo anni caratterizzati da uno “stallo” delle nascite, l’Emilia-Romagna è tornata a essere una regione più giovane, con un +5,3% di bambini e ragazzi sulla popolazione complessiva (2008-2010). Negli ultimi due anni, in particolare, ci sono oltre 34.000 bambini e ragazzi in più. L’aumento più consistente riguarda la fascia dei piccolissimi (0-2 anni), che superano quota 125mila; nel complesso, la fascia 0-10 anni (con circa 437mila bimbi) rappresenta il 9,9% della popolazione. La “primavera” demografica dell’Emilia-Romagna è molto legata al fenomeno migratorio: al 1 gennaio 2010 i bambini e ragazzi stranieri rappresentano il 15,6% circa di tutti quelli residenti.
Più famiglie, ma più piccole
Cresce anche il numero delle famiglie: sono 1.940.000 quelle anagrafiche (dati 2009), +11% rispetto al 2003. Ma sono nuclei sempre più piccoli: se nel 2003 la dimensione media era di 2,30 persone, nel 2009 scende a 2,24. Le coppie con figli di qualsiasi età sono 640 mila (il 51% del totale nuclei), e 154 mila i monogenitori con figli (11%).
Famiglie e povertà
Nel 2009, le famiglie che si trovano in condizioni di povertà relativa sono poco più di 79mila (pari al 4,1%; il dato del nord Italia è 4,9%, 10,8% quello nazionale). L’Emilia-Romagna si riconferma la regione italiana con la minore incidenza di povertà relativa.
Minori in carico ai servizi
Al 31/12/2008 risultano essere 48.500 (il 7,3%). Le cause principali sono problemi economici non abitativi della famiglia (48%) e problemi socio-educativo-relazionali (15%). Poco più di 40mila sono in carico alle unità di neuropsichiatria infantile (5%). Sul totale dei bambini e ragazzi in carico ai servizi sociali, il 52% lo è per problemi abitativi/economici della famiglia.
Minori e interventi
Su una popolazione minorile residente di 684.231 bambini e ragazzi (dati al 31/12/2009) sono 2.727 quelli temporaneamente fuori dalla propria famiglia (tra affidamenti eterofamiliari, inserimenti in comunità …); 1278 quelli in affidamento a tempo pieno (etero familiare e parentale) e 1449 quelli inseriti in comunità senza la madre. Complessivamente sono 1806 i bambini e i ragazzi in comunità (+21,8% negli ultimi tre anni; la metà sono ragazzi tra gli 11 e i 17 anni).
Il sistema dei servizi sociali per i minori in Emilia-Romagna
Gli enti gestori sono 67, di cui 29 Comuni singoli, 10 Unioni di Comuni, 9 Ausl, 6 Comuni capofila/associazioni, 5 Asp, 4 Azienda sociale/speciale, 2 Ausl e Comuni in accordo di programma, 1 Comunità montana, 1 istituzione comunale per gestione distrettuale.
I Centri per le famiglie
Sono 27 i Centri, presenti almeno in tutti i Comuni con più di 50mila abitanti. In media ricevono ogni anno 3688 famiglie; 22.900 gli accessi agli sportelli informativi.
Servizi educativi per la prima infanzia (0-2 anni): numeri in crescita
Si trovano nel 79% dei Comuni; la percentuale dei piccoli della fascia 0-2 anni che vive in questi Comuni è del 97%. Facendo un confronto tra il 2005/2006 e il 2009/2010, va rilevato l’aumento in termini di servizi (+180, che significa percentualmente un +19%) e di bambini accolti (+5.031, e cioè +16%).
La spesa per settori dei Comuni
Per quanto riguarda gli interventi e i servizi sociali dei Comuni, singoli o associati (fonte Istat-Regione Emilia-Romagna), la parte più cospicua della spesa va al settore “famiglia e minori”, che include anche i nidi: circa 326 i milioni di euro spesi nel 2006 (il 49,5% sul totale), 332,4 nel 2007 (il 47,9% sul totale), 353,7 nel 2009 (il 50,5%).

