
Coscia ricorda che quest’anno la richiesta complessiva di ammortizzatori sociali in provincia di Modena è stata imponente: oltre 25 milioni di ore tra cassa integrazione ordinaria e straordinaria, con un incremento del 256 per cento rispetto al 2009 (9,759 milioni di ore). La richiesta maggiore proviene da piccole e medie aziende del manifatturiero. Sono state numerose anche le domande per l’assegno di disoccupazione, che tra gennaio e novembre sono state presentate da 17.358 lavoratori, mentre nello stesso periodo sono stati 5.253 i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità; di questi 3.381 (pari al 64 per cento) hanno solo il diritto all’iscrizione, ma non all’assegno in quanto dipendenti di aziende piccole o piccolissime.
«Vista la gravità della situazione, è ancora prematuro essere ottimisti – continua Coscia – Adesso è necessario dare concreta attuazione alle politiche attive del lavoro attraverso la formazione mirata al ricollocamento e rafforzare il “patto di servizio”, cioè la presa in carico da parte dei Centri per l’impiego dei lavoratori rimasti disoccupati. Inoltre non possiamo deludere le aspettative dei tanti giovani modenesi che non riescono a entrare nel mondo del lavoro; occorre concertare a livello territoriale le modalità per favorire il loro inserimento e – conclude il responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria provinciale della Cisl – rafforzare il collegamento tra scuole e imprese».

