
Solo il 25% degli intervistati denuncia un calo delle vendite; il rimanente 75% degli operatori invece si divide tra chi ha mantenuto il medesimo volume d’affari rispetto allo stesso periodo del 2010 e un sostanzioso 34% che segnala un incremento delle vendite. Tra i capi di abbigliamento ad attrarre maggiormente l’interesse dei consumatori maglieria, cappotti e piumini; tra glia accessori la maggior quantità di acquisti si sono registrati tra borse, sciarpe e bigiotteria. Col segno “+” anche le calzature e l’intimo, che registrano aumenti tra il 5 e il 10%. Il dato sull’andamento dei saldi non si presenta comunque in modo omogeneo su tutto il territorio provinciale: i centri principali, Modena Carpi, Mirandola, Vignola, Castelfranco, Pavullo e Sassuolo continuano ad riscuotere la preferenza dei consumatori.
“Pur esprimendo una moderata soddisfazione per l’avvio dei saldi, vogliamo porre in evidenza ancora una volta i diversi problemi della categoria – sottolinea Isabella Sabadini – È infatti pressoché unanime la richiesta degli imprenditori del settore di posticipare l’avvio dei saldi, facendoli coincidere davvero con il reale cambio di stagione, mentre si lamenta l’accavallarsi di altre forme promozionali di vendita, effettuate non di rado tradendo lo spirito dei regolamenti.” Il presidente di FISMO-Confesercenti, si rivolge quindi alla Regione Emilia Romagna affinché si adotti una specifica regolamentazione per quanto riguarda le vendite promozionali effettuate prima dell’avvio dei saldi: “La mancanza di regole certe – conclude Sabadini – rischia, oltre che di confondere i cittadini, anche di vanificare in parte la finalità delle vendite di fine stagione: vantaggiosa per i consumatori per acquisti a prezzi agevolati; per i commercianti per ridurre le scorte di magazzino”.

