
”Dobbiamo ricordare – scrive Durante – che in tutte le strutture detentive è vietato tenere i soldi che al momento dell’ingresso vengono depositati su un conto corrente, gestito dall’Amministrazione penitenziaria. Sono frequentissimi gli episodi di detenuti e internati che tentano di far entrare nelle strutture penitenziarie oggetti non consentiti, tra i quali, soprattutto, i telefoni cellulari. Sarebbe quindi opportuno procedere alla schermatura degli istituti, ovvero dotare la polizia penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari”.
”A Saliceta, poi – conclude il Sappe – alle difficoltà già esistenti si aggiungono direttive che definire improprie è poco. Infatti, il dirigente ha disposto che le perquisizioni degli internati possono essere fatte solo con il metal detector, tranne i casi di fondato sospetto. Con il metal dector, però, non è possibile rilevare molti degli oggetti non consentiti, come i soldi”.
A Saliceta ci sono 61 internati presenti e 23 in licenza, gli agenti di polizia penitenziaria sono circa 40; per il Sappe ne mancano almeno 20.

