
L’iniziativa, spiega il segretario generale della Fiom Emila Romagna Gianni Scaltriti, “è una protesta contro gli atteggiamenti degli industriali di Pomigliano e Mirafiori che vogliono far passare l’idea secondo la quale dalla crisi si esce mettendo sotto scacco i diritti costituzionali dei lavoratori, come il diritto di sciopero e di organizzazione sindacale”.
“Quello che pone la Fiat – sintetizza Scaltriti – non è contrattazione, ma un diktat, che mira anche a far sparire il contratto nazionale”. Tra i temi al centro della manifestazione delle tute blu anche “un nuovo modello di sviluppo industriale, la difesa del potere d’acquisto dei salari, la lotta al precariato e il sostegno ai ricercatori”.
Quanto ai numeri della crisi, secondo i dati forniti dalla Fiom oggi a Bologna, nel 2010 in Emilia Romagna sono state registrate 61,7 milioni di ore coperte da ammortizzatori sociali (tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga) solo per il settore metalmeccanico su un totale di 99,8 milioni di ore. Complessivamente nel settore sono 30 mila i lavoratori interessati dagli ammortizzatori.
Quanto alle possibili ricadute della vertenza Fiat sul territorio regionale, spiega Scaltriti, “resta ancora molta preoccupazione per la Maserati e la Ferrari di Modena, ma bisognera’ capire anche cosa accade per l’indotto e la componentistica”. Di questi temi la Fiom ne parlera’ anche domani in un incontro con il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Un faccia a faccia che segue agli altri incontri avvenuti in queste settimane tra le forze politiche e quelle sociali.

