
Comprendiamo che le tariffe del TPL bolognese fossero ferme da otto anni e che nel frattempo le materie prime, i carburanti, i pezzi di ricambio ecc. abbiano subito aumenti anche oltre il tasso di inflazione previsto, ma ci sembra che la situazione andasse gestita meglio.
Riteniamo che la campagna informativa sia stata insufficiente e frettolosa, cosa che dal punto di vista commerciale è da considerare negativa e controproducente; pensiamo inoltre che l’aumento a 1,50 euro del biglietto di corsa semplice acquistato direttamente sui bus sia veramente pesante e difficilmente giustificabile, anche considerando l’acquisto “a bordo” un servizio aggiuntivo da pagare a parte e/o un modo per incentivare gli acquisti dei titoli di viaggio nelle rivendite a terra.
L’attuale situazione di diffusa protesta da parte degli utenti mette inoltre a dura prova la tenuta nervosa degli autisti, terminali esterni dell’azienda a costante contatto con la gente, già messa a repentaglio dalla normale attività di guida/rapporto con il pubblico e per la quale non sono, a nostro avviso, mai sufficientemente ripagati. Anzi, spesso vengono colpiti da procedimenti disciplinari poco opportuni ai fini del mantenimento di un buon clima aziendale e di un buon funzionamento del servizio.
Chiediamo quindi al presidente di ATC Ing. Sutti, che nonostante alcuni aspetti peculiari consideriamo un buon manager, di riconsiderare la manovra tariffaria contestata nei suoi aspetti più “indigesti”, ovvero l’aumento del biglietto di corsa semplice acquistato a bordo ad euro 1,50 e l’aumento di alcune forme di abbonamento, al fine di riconquistare un buon rapporto con i cittadini/utenti.

