
«Questi dati – commenta Daniela Sirotti Mattioli, assessore provinciale alle Politiche per l’economia locale – mostrano come il Protocollo sia stato nella prima parte della crisi uno strumento efficace per dare una risposta tempestiva a una esigenza concreta dei lavoratori, delle loro famiglie e delle imprese interessate da difficili processi di ristrutturazione. E come funzioni ancora oggi date le perduranti difficoltà occupazionali e l’aumento della cassa integrazione in deroga. Abbiamo quindi ritenuto doveroso – prosegue l’assessore – rinnovare lo strumento per un altro anno, anche grazie alla disponibilità dimostrata dagli istituti di credito firmatari che hanno ulteriormente incrementato il plafond annuale».
Le banche firmatarie sono Unicredit, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Verona-San Geminiano e San Prospero, Banca Modenese, Cariparma, Cassa di Risparmio di Cento, San Felice 1893 Banca popolare, Banca Interprovinciale di Modena e recentemente la Federazione delle Banche di credito cooperativo dell’Emilia Romagna, presente a Modena con due istituti: Emilbanca e Banca di credito cooperativo dell’Alto Reno.
Per informazioni sul Protocollo e sulle modalità di accesso è possibile consultare il sito web www.economia.provincia.modena.it al link Misure anticrisi.
Il Protocollo prevede l’anticipazione da parte delle banche del trattamento di cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di imprese in crisi che richiedono il pagamento diretto da parte dell’Inps, dal momento che le erogazioni da parte dell’Istituto avvengono con tempistiche che possono comportare serie difficoltà economiche per i lavoratori e le loro famiglie. L’agevolazione si estende anche ai lavoratori in Cigs in deroga e in mobilità in deroga. Il Protocollo prevede inoltre la possibilità per i lavoratori di richiedere la sospensione del pagamento del mutuo per la prima casa per la durata della Cigs sulla base di quanto stabilito dal Piano Famiglie, senza oneri né spese aggiuntive. L’anticipazione avviene nella forma di un finanziamento individuale al lavoratore, per frazioni mensili e di importo massimo di 6.750 euro per la Cigs e di 3.000 euro per la Cigs in deroga e la mobilità in deroga, e nei limiti di un plafond complessivo annuale e di natura rotativa fissato dalle banche. Il finanziamento non è soggetto a tassi di interesse, né a spese di gestione del conto o interessi di mora, eccezion fatta per i bolli di legge.

