L’esasperazione degli allevatori ha superato ogni limite. Non è possibile sopportare ancora questa situazione di mercato. A poche ore dall’apertura della 51° rassegna suinicola internazionale, Confagricoltura Reggio Emilia si fa portavoce della rabbia degli allevatori.
“Ormai non possiamo più parlare di rischi futuri- dice Lorenzo Melioli, presidente di Confagricoltura Reggio Emilia- la destrutturazione della filiera suinicola è già un fatto reale e concreto. I danni pesantissimi che la nostra suinicoltura ha subito negli ultimi anni diventeranno irreparabili se non verranno messe in atto misure concrete di carattere economico, finanziario e fiscale in grado di aiutare gli allevatori”.
Le modifiche delle abitudini alimentari, la crisi economica e la crescente concorrenzialità di alcune suinicolture europee hanno messo in crisi la nostra suinicoltura “monoprodotto”.
“L’offerta dei suini – ha affermato Melioli – va riallineata al mercato: produciamo un eccesso di suini pesanti per prosciutti Dop, scarseggiano gli animali per i tagli di carne fresca e mancano quasi totalmente i suini per il “cotto”.
L’Organizzazione degli imprenditori agricoli chiede che la crisi del settore suinicolo venga affrontata dal mondo politico come una vera e propria priorità nazionale.
“Dopo tanti tentativi andati a vuoto – conclude Melioli – è ora di definire un piano di settore che sostenga una vera e profonda riconversione della nostra suinicoltura. Se ciò non avverrà, continueremo a parlare a vuoto di Made in Italy e a scagliarci inutilmente contro le importazioni. Dobbiamo recuperare concorrenzialità, mercati e soprattutto dobbiamo riportare reddito negli allevamenti.”

