La chirurgia pelvica uroginecologia al centro di un importante Convegno che si svolge a Modena il 14 e 15 giugno presso l’Aula P01 del Centro Didattico Interdipartimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Modena (Policlinico, via del Pozzo 71). Il Convegno, organizzato dalla Struttura Complessa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, diretta dal prof. Annibale Volpe, vuole fare il punto sulle moderne tecniche chirurgiche per curare le patologie disfunzionali del pavimento pelvico, come l’incontinenza urinaria e il prolasso urogenitale, che sono fortemente invalidanti per le donne che ne vengono colpite. Il Convegno comincia il 14 giugno alle 14,30 e sarà presieduto dal prof. Annibale Volpe e dal prof. Pierluigi Benedetti Panici, direttore della Struttura Complessa di Ginecologia ed Ostetricia del Policlinico Umberto I – Università “La Sapienza” di Roma e diretto dal dottor Giuseppe Matonti, responsabile dell’Ambulatorio di Uroginecologia del Policlinico di Modena, attivo dal 2003.

Il prolasso genitale colpisce complessivamente in Italia oltre 5 milioni di donne dai 30 anni in su. È causato dall´indebolimento o danneggiamento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico e consiste nel suo abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall´introito vaginale di una o più strutture pelviche – utero , vescica e retto – e spesso si associa all´incontinenza urinaria. Queste patologie colpiscono maggiormente donne con una età maggiore di 50 anni – 3 su 10 – ma si riscontra anche nelle più giovani – tra i 20 e i 29 anni l´incidenza è del 6,6% dai 30 ai 50 anni del 15% che sale al 30% nelle donne dai 50 ai 70 anni.

“La continua evoluzione delle tecniche chirurgiche in urologia – ha spiegato il dottor Giuseppe Matonti, responsabile dell’Ambulatorio di Uroginecologia del Policlinico e organizzatore del Convegno – impongono un continuo aggiornamento per gli specialisti della materia. La conoscenza dell’anatomia chirurgica della pelvi e la standardizzazione della chirurgia uroginecologica sono la base per un corretto approccio chirurgico. Per questo è importante realizzare chiare e giuste linee guida e modelli culturali standardizzati della chirurgia uroginecologica del III millennio”.

Il Convegno vuole proprio analizzare la chirurgia uroginecologica a 360 gradi. Il pomeriggio del 14 giugno sarà occupato da due simposi, il primo sugli aspetti psicologici e la qualità della vita per le pazienti affette da incontinenza urinaria, il secondo sulla neuromodulazione sacrale, una tecnica che consiste nell’invio di piccoli impulsi elettrici alle radici sacrali del nervo pudendo. Questa stimolazione è in grado di ridurre notevolmente e spesso eliminare totalmente la sintomatologia derivante dall’incontinenza da urgenza o da ritenzione urinaria, da incontinenza fecale o stipsi, e dal dolore pelvico cronico, specialmente nelle pazienti refrattarie ai trattamenti convenzionali. Il 15 giugno, invece, vi saranno quattro sessioni. La prima dedicata a una disamina delle diverse tecniche chirurgiche, aperta dalla lettura magistrale del prof. Pierluigi Benedetti Panici dal titolo La chirurgia pelvica uroginecologia: l’esecuzione delle tecniche chirurgiche e il substrato anatomo-chirurgico. La seconda – aperta dalla lettura magistrale del prof. Emilio Imparato dal titolo La chirurgia fasciale e la chirurgia protesica in Uroginecologia: approcci contrapposit? – si occuperà di chirurgia uroginecologica dei diversi segmenti vaginali compresi nel prolasso vaginale. La terza affronterà il tema della terapia medica e delle nuove tecniche protesiche, la quarta si occuperà delle risorse economiche delle Aziende Sanitarie per le varie terapie chirurgiche uroginecologiche (con l’intervento del direttore amministrativo del Policlinico, dottor Maurizio Pirazzoli) e delle nuove frontiere della chirurgia robotica e della riabilitazione.

L’ambulatorio di Uroginecologia del Policlinico – istituzionalizzato nel 2003 – è impegnato nella diagnosi e cura delle disfunzioni del pavimento pelvico per identificare protocolli terapeutici comuni e per ottenere una visione più chiara delle strategie da seguire. Tra le numerose procedure chirurgiche esistenti, infatti, solo alcune hanno attualmente un’elevata percentuale di cura. Tra queste è importante ricordare la chirurgia protesica tension-free per l’incontinenza urinaria da sforzo (IUS) svolta di routine dalla Ginecologia del nostro Policlinico.

L’ambulatorio, in media, segue circa 400 pazienti all’anno (dei quali circa 75% sono prime visite e il resto controlli e follow-up). Prima di ogni procedura chirurgica risulta fondamentale la diagnosi clinica del tipo di prolasso e di incontinenza urinaria che dovrebbe essere eseguita da esperti con criteri diagnostici e classificativi simili. Nell’ambito di queste patologie, il prolasso uro-genitale – associato o meno ad incontinenza urinaria – rappresenta una patologia medica con notevoli implicazioni sociali: colpisce circa 1,5 – 3 milioni di pazienti con un costo sociale – secondo uno studio dell’Istituto Mario Negri – di oltre 200 milioni di euro solo per assorbenti e farmaci. Tutto ciò è sovrapponibile ai dati statunitensi. Le cause principali della malattia sono riconosciute nel numero dei parti, nell’obesità, nella familiarità, nella menopausa e nel deficit congenito della sintesi di collagene.





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