
Siamo giunti alla fine del terzo mese di programmazione estiva con “Tacadancer, quando la trasgressione era ballare abbracciati”, festival che sta colorando decine di piazze italiane di ballo popolare e musica di qualità da giugno a settembre. Questa volta sarà l’Arena Orfeonica, via Broccaindosso, Bologna, ad ospitare, nella serata di venerdì 12 agosto, un concerto di raffinata qualità musicale: “I violini di Santa Vittoria”.
La tradizione dei ‘cento violini’ è la massima tradizione musicale tuttora documentata in tutta la provincia di Reggio Emilia. Qui, in queste terre, tra le province di Reggio, Parma e Mantova si sviluppò un movimento musicale che dette origine, già all’inizio del XIX secolo, a quelle musiche che oggi noi conosciamo sotto il nome di ballo liscio. I “Violini di Santa Vittoria” rappresentano la massima tradizione musicale tuttora documentata nella provincia reggiana. Già a partire dalla metà dell’800 si sviluppa nella zona di Santa Vittoria (comune di Gualtieri ) una pratica musicale da ballo caratterizzata dall’uso dei soli strumenti ad arco. Il nome originario di queste formazioni popolari era “Il Concerto dei Violini”, e vedeva semplici braccianti divenire, nel corso del tempo, veri e propri professionisti, capaci di sviluppare interi repertori e di trasferirli alle generazioni successive.
“I Violini di Santa Vittoria” (Davide Bizzarri, primo violino ed arrangiatore; Orfeo Bossini, secondo violino e coordinatore; Roberto Mattioli, terzo violino; Luigi Andreoli, viola; Filippo Pedol, contrabbasso), hanno compiuto, negli ultimi anni, un lungo lavoro di recupero, coordinato dall’associazione “Sheherazade”, riproponendo nella forma più originale, il quintetto d’archi, tipici valzer, mazurche, polke, tango e one step, come testimonianza del gusto musicale dell’epoca. La ricostruzione storica di queste musiche non è stata effettuata solo su base strettamente filologica: il tentativo è stato piuttosto quello di ridare vita a musiche ormai dimenticate cercando di mantenere inalterata la loro musicalità e la loro funzionalità, ovvero il ballo.
L’ensemble è così composto da tre violini, una viola ed un contrabbasso, caratteristica principale degli organici “sanvittoriesi”, dalla sonorità unica e raffinata. La musica che viene eseguita è quella degli originali e le partiture utilizzate dai musicisti sono databili intorno agli anni ‘30 e ‘50 del XX secolo. Addirittura, alcune di esse sono state composte nei primi anni dell’Ottocento.

