
L’errore compiuto dal PdL di Canossa è stato di organizzare una festa pubblica, con tanto di musica e balli. Non sono bastate le scritte apparse sulla strada nei giorni della festa, no, era necessario continuare; era necessario, a distanza di tempo, ricordare a questi sfrontati del PdL che non possono manifestare pubblicamente il loro pensiero, devono rimanere chiusi nelle fogne a raccontarsela fra di loro: qui decide il signorotto di turno, chi parla e chi no!
“Siamo ai tempi della pietra! – denunciano gli esponenti locali Bizzocchi, Ruscelloni e Marchisio – Non è accettabile che ancora oggi non siamo liberi di manifestare il nostro pensiero senza subire attacchi e insulti gratuiti. Non si tratta di ragazzate, no, questi sono fatti gravi che non dovrebbero accadere in terre che vantano di essere baluardi di democrazia.”
Interviene anche il Coordinatore Provinciale del PdL Massimiliano Camurani a condannare l’accaduto: “Questi signori, che spesso si fanno belli con la famosa frase che attribuiscono a Voltaire: “non condivido quello che dici, ma sono pronto a dare la vita perché tu possa continuare a dirlo”, a parole si autocertificano tolleranti e di ampie vedute, ma nei fatti tradiscono questa dichiarazione d’intenti, facendosi in quattro per silenziare o squalificare chi considerano diverso da loro e dimostrandosi antidemocratici e intolleranti”


