
Nel dettaglio i 31 caseifici di montagna (in media hanno dieci soci conferenti) sono passati dai 720 mila quintali di latte lavorati nel 2005 agli 821 mila quintali dell’anno scorso (+ 14 per cento); le quindici cooperative di pianura, invece (media di quindici soci), sono passate dai 603 mila quintali di latte del 2005 ai 727 mila del 2010 (+ 21 per cento).
L’altro dato positivo è l’aumento del prezzo medio di liquidazione del latte, che l’anno scorso ha superato i 70 centesimi al litro (+ 35 per cento sul 2009). «Si tratta di valori da consolidare, soprattutto in montagna, dove i costi di produzione sono più alti rispetto alla pianura – osserva Giordano Toni, presidente del settore lattiero-caseario di Confcooperative Modena – Tuttavia l’aumento dei margini consente alle cooperative e alle aziende agricole socie di avere le risorse per effettuare nuovi investimenti. Anche se la situazione è migliorata, però, non bisogna sedersi sugli allori. È necessario potenziare la commercializzazione e aggredire con maggior forza i mercati esteri. Per questo – conclude Toni – le nostre cooperative casearie guardano con interesse alle azioni sviluppate dal Consorzio di tutela del Parmigiano-Reggiano».

