
“L’Italia deve allinearsi alla Francia – ha sottolineato Rabboni – e sollecitare all’Unione europea un provvedimento simile valido per tutto il mercato unico continentale. La questione e’ vitale per i nostri produttori. Senza norme di legge capaci di codificare comportamenti commerciali corretti e trasparenti la grande distribuzione detterà inevitabilmente le proprie condizioni economiche e commerciali ai produttori agricoli, riducendo progressivamente, come sta già avvenendo, il valore della produzione e la redditività d’impresa, senza alcun vantaggio per i consumatori”.
Cosa prevede la legge francese a tutela dei produttori ortofrutticoli
L’acquisto di frutta e verdura freschi, qualunque sia la loro origine, deve essere obbligatoriamente oggetto di contratto scritto fra produttori ed acquirenti. E’ quanto stabilisce la legge francese del 2010. Il testo prevede inoltre che il contratto debba fissare una durata non inferiore ai 3 anni, volumi e caratteristiche dei prodotti, modalità di consegna, criteri di determinazione dei prezzi, di fatturazione e pagamento. Insomma certezze reciproche, trasparenza ed anche equità. Vietati inoltre dilazioni, ribassi e ristorni dopo la fatturazione, come invece avviene spesso in Italia. In caso di congiuntura sfavorevole inoltre in Francia è prevista la calmierazione dei margini lordi da parte della grande distribuzione che in questo modo si impegna a ridurre il margine lordo praticato sul prodotto interessato, che dovrà essere inferiore o uguale a quello medio dei tre anni precedenti. A carico delle imprese commerciali che non aderiscono agli accordi nazionali per la calmierazione è prevista un’addizionale alla tassa sulle superfici commerciali.

