
Quello di Piumazzo è solo l’ultimo di una serie di episodi, da quando è partita il 18 settembre la caccia alla selvaggina stanziale, con protagonisti cacciatori che non rispettano le distanze di sicurezza da strade e case
«Il problema principale nell’attività venatoria – sottolinea Emanuela Turrini, comandante della Polizia provinciale di Modena – è proprio il mancato rispetto delle distanze da strade e case. Oltre agli episodi denunciati dai cittadini e segnalati anche dalla stampa di questi giorni, riceviamo diverse segnalazioni da parte di residenti preoccupati dalla eccessiva vicinanza dei cacciatori alle abitazioni. Le regole, anche severe, ci sono perché si rischia anche una denuncia penale; i controlli vengono effettuati costantemente ma gli agenti possono identificare, sanzionare e, nei casi più gravi, denunciare i responsabili solo se colti in fragranza. Occorre, quindi, soprattutto una maggiore correttezza, rispetto delle regole e senso di responsabilità da parte dei cacciatori nello svolgere la loro attività».
La Polizia provinciale ricorda che le distanze di sicurezza sono di 50 metri dalle strade e 100 dalle case mentre la sanzione prevista è di 206 euro.
Dal 18 settembre la Polizia provinciale ha emesso 20 sanzioni amministrative (di cui sei per il mancato rispetto delle norme sulle distanza di sicurezza, il trasporto di armi non scariche e non in custodia in centri abitati) oltre a sei denunce penali.

Gli agenti controllano, inoltre, il rispetto del regime di divieto di caccia nelle aree protette (circa 60 mila ettari), in quelle parti di campagna che i Comuni hanno dedicato allo sviluppo dei piani regolatori, in cui è vietato cacciare, e nelle aree rurali vicino ai centri abitati dove i sindaci hanno vietato la caccia.

