Prosegue, incurante della avanzata stagione autunnale, l’inusuale caldo tardivo. Nella giornata di mercoledì 12 ottobre alla stazione dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia in piazza Roma il termometro ha raggiunto una temperatura massima di 26.2°C, seconda più alta temperatura di sempre per la seconda decade di ottobre. Resistono ancora come record i 28°C dell’11 ottobre 1997.

Come al solito, nella periferia cittadina, dove è l’altra stazione di rilevamento presso il Campus universitario della Facoltà di Ingegneria “Enzo Ferrari”, è stato ancor più caldo, con un valore praticamente estivo, di 28.2°C. Valori alti, quasi assurdi per la stagione, anche in Appennino con 26-27 gradi a Sestola e 28-29 gradi a Pavullo.

“Il caldo in quota peraltro, conseguente ad una situazione di cosiddetto <fohn sollevato>, – spiega il meteorologo Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario – comprime gli inquinanti al suolo e stamane dall’Osservatorio era proprio ben visibile una striscia di smog ai piedi delle colline ed all’orizzonte. Il motivo delle temperature alte è da ricercare in tre fattori: l’alta pressione subtropicale, il blando effetto föhn e, soprattutto, i cambiamenti climatici, che rendono più frequenti ed intensi gli eventi estremi caldi”.

In pratica secondo gli esperti l’estate non è mai terminata. L’anticiclone subtropicale insiste, incurante della stagione e di 3-4 veloci fronti freddi transitati da fine agosto, che mai hanno posto veramente fine al caldo anomalo, sfornando record a ripetizione a fine agosto, per tutto il mese di settembre ed anche, appunto, in questo primo scorcio di ottobre, in cui nella prima decade si sono raggiunti i 30° al Campus di Ingegneria di Modena. Peraltro, continuano ancora a mancare le vere piogge autunnali e la situazione siccità inizia a farsi preoccupante.

Previsione. Già da giovedì 13 ottobre comunque le temperature inizieranno a calare e da venerdì 14 ottobre i venti di bora porteranno un’altra e ancor più netta rinfrescata, ma non al nord le tanto attese piogge. Domenica 16 ottobre, pur col sole, i venti da nordest renderanno veramente pungente l’aria e di giorno si faticheranno a raggiungere i 18°, ovvero le temperature tipiche del periodo. Vi sarà, però, una marcata escursione termica con temperature mattutine al di sotto delle medie stagionali e decisamente frizzanti, anche di soli 4-5 gradi in pianura e prossime allo zero in alto Appennino. Per la pioggia vaghe speranze si vedono solo dalle tendenze a medio termine, verso il 20 di ottobre. “Tuttavia – precisa Luca Lombroso – è ancora presto per stabilire se si tratterà di un vero sblocco di questa situazione anomala”.