
Il seminario, rivolto prevalentemente a insegnanti, educatori e operatori culturali, è promosso dalla Fondazione Villa Emma in collaborazione con la Provincia di Modena, i Comuni di Modena e Nonantola e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Modena. Per informazioni e iscrizioni: tel. 059 547195; segreteria@fondazionevillaemma.org.
Attraverso gli interventi di esperti e le voci delle stesse protagoniste di questa moderna migrazione, il seminario indagherà su cosa succede quando le donne, nella loro età “forte”, abbandonano il loro paese e con le loro rimesse diventano il perno dell’economia delle famiglie e della comunità d’origine, su come mutano i rapporti di genere e l’immaginario maschile nei loro confronti; su come cambiano le relazioni con i figli.
«Sono persone che vivono nelle nostre famiglie – commenta Elena Malaguti, assessore provinciale alla Cultura e istruzione – ma spesso non sappiamo quasi nulla di loro e delle situazioni che si sono lasciate alle spalle e della cultura di cui sono portatrici. Ma la conoscenza aumenta le possibilità di integrazione e di crescita reciproca. Per questo è importante cogliere l’occasione di approfondimento offerta dal seminario».
L’iniziativa, che si apre venerdì 11 novembre alle ore 10 al Memo di viale Barozzi a Modena con la sessione intitolata “La caduta del muro e il cammino delle donne” propone anche la mostra fotografica di Roberta Valerio “Onora il padre e la madre. Badanti”, allestita al Centro Europe Direct di piazza Grande a Modena. Nella giornata di sabato 12 novembre il seminario si trasferisce a Nonantola, al Palazzo della Partecipanza, per tornare a Modena nella sessione conclusiva dedicata al tema “La migrazione delle donne: vittime o eroine della transizione?”.

