
Concordo con il sindaco che la situazione nazionale non comporterà particolari cambiamenti sulla scena locale, dove i problemi di coesione sono cominciati ben prima. La maggioranza su cui poteva contare il sindaco Caselli dopo le elezioni, si é progressivamente ridotta a causa di quanto é accaduto al gruppo consigliare della Lega Nord: dei 5 componenti originari ne sono rimasti solo 2, Lorenzi e Bargi, dopo l’uscita dei consiglieri Gottardi e Gandini, ora nel gruppo misto. A questi si é recentemente aggiunto l’ex segretario leghista Mauro Guandalini, critico in diverse occasioni con l’operato della giunta e per questo in odore di sospensione dal suo partito. Non si puó quindi escludere che a queste grane, si aggiungano malumori e difficoltà all’interno del gruppo consigliare del PDL.
A supporto di quanto detto, porto la questione della mancata convocazione del consiglio comunale.
Nonostante i numerosi argomenti proposti dai gruppi consigliari di maggioranza ed opposizione, l’ultima convocazione risale al 18 di ottobre, un mese fa: una seduta “straordinaria” che trattava un solo tema (proposto dal PD). L’ultimo consiglio “normale ” si é svolto ancora prima, l’11 di ottobre.
La crisi della maggioranza quindi non é frutto della nostra fantasia: Caselli, per nascondere la verità, afferma che il consiglio comunale viene convocato dalla commissione dei capigruppo. Ma questo non é vero. Come si puó leggere nell’articolo 23 del regolamento consigliare, é il presidente del consiglio il responsabile delle convocazioni. Se aggiungiamo poi quanto stabilito dall’articolo 27 dello stesso regolamento, e cioè che la giunta definisce gli argomenti dell’ordine del giorno, comprendiamo come sia da attribuire completamente all’amministrazione la facoltà di convocare o meno il consiglio comunale.
In conclusione ritengo che questa amministrazione, sia sempre piú schiava delle beghe interne alla propria maggioranza. Ed il timore di rendere pubblica questa situazione, oltre alla strana concezione “che il consiglio serva solo ad approvare ció che decide la giunta”, rendono nulla l’attività amministrativa.
Un immobilità che Sassuolo non puó permettersi, che i cittadini non si meritano”.

